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| “Credesi
che la marina da Reggio a Gaeta sia la più dilettevole parte
d’Italia. … tra le quali città dette, ne è una chiamata Ravello,
nella quale, come oggi v’abbia ricchi uomini, ve n’ebbe già uno il
quale fu ricchissimo chiamata Landolfo Rufolo.”Come dimostra la quarta
novella della seconda giornata del Decamerone, le bellezze artistiche e
naturali di Ravello fondata da una colonia romana nel VI secolo d.c.,
erano note già alcuni secoli or sono. Adagiata su uno sperone roccioso
che domina da un’altezza di 350 metri il mare azzurro della Costiera
Amalfitana, essa ha saputo conservare, nel corso della sua storia
millenaria, i suoi tesori d’arte che si integrano perfettamente in uno
scenario naturale che ha pochi eguali nel mondo.Tra queste assume un
rilievo particolare il Duomo, fondato nel 1086, in cui si possono
ammirare - oltre ad alcuni importanti reperti custoditi, insieme con il
busto di Sigilgaita Rufolo, nel Museo sito nella Cripta, - Il Pulpito e
l’Ambone dell’Epistola in mosaico, le splendide porte di bronzo di
Barisano da Trani; vi è conservato il sangue di San Pantaleone, patrono
della città.
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Villa Rufolo, le cui
origini risalgono al 13° secolo, è una terrazza fiorita dove Richard
Wagner, il 26 maggio 1880, “trovò” tra gli arabeschi del chiostrino
moresco, il suo giardino di Klingsor e l’ispirazione per il 2° atto
del Parsifal. E’ sede del Centro Universitario Europeo per i Beni
Culturali e del Festival Musicale di Ravello, che, in onore di Wagner,
si celebra ogni anno nella prima metà di luglio.Villa Cimbrone è
famosa per il suo emozionante Belvedere da cui si gode, secondo lo
scrittore americano Gore Vidal, cittadino onorario di Ravello, il più
bel panorama del mondo. Vi hanno soggiornato, tra gli altri, David
Herbert Lawrence, autore di L’amante di Lady Chatterley e Greta Garbo,
in fuga d’amore con Leopold Stokowski, come ricorda la scritta posta
all’ingresso del viale.La chiesa di San Giovanni del Toro con il suo
Pulpito in Mosaico di Alfano da Termoli; quella di Santa Maria a
Gradillo e della SS. Annunziata, di recente restaurata e trasformata in
sala per congressi; Villa Episcopio, già Villa di Sangro, dove hanno
soggiornato Vittorio Emanuele III che vi firmò, l’8 settembre, il
decreto luogotenenziale in favore del figlio Umberto II, e Jaqueline
Kennedy; il Convento di San Francesco (13° secolo) con il suo Chiostro,
sede dell’omonima Biblioteca; piazza Fontana oresca, completano il
quadro dei monumenti che si dischiudono, lungo il suggestivo intreccio
di stradine, agli occhi del visitatore.
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